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SICUREZZA SUL LAVORO - Muffa: “Quante tipologie abbiamo e come possiamo eliminarla”

Ci sono differenti tipologie di muffe e possono essere pericolose o non pericolose. 

Ovviamente il primo campanello di allarme che ci fa capire che vi è la presenza di una umidità elevata sono ammassi polverosi , gore, macchie o incrostazioni.

La loro forma o il loro colore, possono aiutarci a capire da cosa siamo minacciati e quale sia la causa che ha portato all’insorgenza di macchie tanto antiestetiche quanto pericolose per la nostra salute e la salubrità dell’aria.

La presenza di muffe è uno degli elementi principali dell’inquinamento indoor, inoltre alcune tipologie possono rivelarsi particolarmente tossiche. 

I tipi di muffa più diffusi sono:

Aspergillus: colore tra il verde scuro ed il nero ed è la tipologia di muffa che troviamo facilmente. Le principali caratteristiche utilizzabili per l’identificazione delle specie sono la rapidità di crescita, il colore della colonia e la termotolleranza. Ad eccezione di Aspergillus nidulans e Aspergillus glaucus, la crescita è abbastanza rapida. Mentre Aspergillus nidulans e Aspergillus glaucus crescono lentamente e raggiungono una dimensione della colonia di 0.5- 1 cm dopo incubazione a 25°C per 7 giorni, le rimanenti specie presentano un diametro di 1- 9 cm . Per crescere necessitano di un valore di attività dell’acqua compreso tra 0,75 e 0,82%. Le colonie possono essere di consistenza molle o polverosa/friabile. Il colore della superficie varia a seconda della specie.

Cladosporium: conosciuta come “muffa nera”, si presenta come un ammasso poroso e friabile, con un colore che varia tra il marrone e il nero. Lo troviamo maggiormente sui prodotti derivati dalla cellulosa (legno, carta, cartone, cotone) in fase di deperimento. libera in atmosfera molte spore un pò tutto l'anno, anche se prevalentemente nel periodo estivo. La sensibilizzazione alle spore di Cladosporium può indurre sintomi sia a carico del naso (starnuti ecc) che delle vie aeree inferiori (tosse e asma).

Penicillium: di colore grigio - verde. Largamente sfruttato nell'industria casearia per la produzione di formaggi a crosta fermentata, il Penicillium rientra tra le muffe commestibili e utili. Si trova maggiormente in ambienti con un alto tasso di umidità e sul cibo avariato. Al microscopio si presenta con una forma che ricorda le setole di un pennello.

Phoma: inconfondibile per il suo colore nero intenso, si annida solo laddove la presenza di muffa è a livelli altissimi. Questa muffa attacca spesso i muri nei punti più umidi della casa, come ad esempio nei bagni e al di sopra delle finestre, in corrispondenza dei cassonetti degli avvolgibili.

Scopulariopsis: muffa che un tempo cresceva sulla carta da parati che contenevano pigmenti di arsenico emettendo gas velenosi per l’uomo. Oggi le aziende producono carta da parati prive di questi pigmenti nocivi.

Stachybotrys: muffa pericolosissima per la sua tossicità. Ha un colore tra il marrone e il nero e si riscontra più facilmente in quelle aree ricche in cellulosa (fieno, paglia grano, canapa, cotone stoffe, carta, colla di legatoria di libro). Numerosi ricercatori hanno cominciato ad ipotizzare che questo fungo possa costituire un serio problema indoor, provocando anche la " sindrome dell’edificio ammalato.”  

il New York Time, il 12 agosto 2001, dedicò una prima pagina alla tossicità fungina. Questo fungo cresce bene su terreni di coltura come patata, oppure su agar, e sporula abbondantemente formando masse scure di conidi con un colore nero luccicante.

Esistono inoltre diverse tipologie che determinano le formazioni di muffa, nella fattispecie:

• Percentuale d’umidità molto alta all’interno del nostro ufficio, dovute a cattive abitudini di riscaldamento e di ventilazione che determina insufficiente ricambio d’aria, e solitamente nella stagione fredda mettere ad asciugare i panni all’interno dell’abitazione.

• Parete fredda con conseguente formazione di condensa sulla parete.

• Umidità di risalita con affioramento di nitrato di potassio.

• Infiltrazione d’acqua con conseguente bordatura della macchia che indica la massima estensione esterna dell’acqua infiltratasi in precedenza.

• Infestazione sulle pareti non interessate da problemi diretti.

Per poter intervenire in presenza di questi microrganismi è fondamentale capire la provenienza, in quanto l’umidità può provenire dall’interno o dall’esterno.

Le macchie di muffa all’interno dell’abitazione possono essere debellate facendo arieggiare gli ambienti o ricorrendo all’utilizzo di prodotti per rimuovere la muffa, blocca muffa o a vernici traspiranti acquistabili in ferramenta, mentre, la muffa che si origina da agenti esterni all’ impianto può essere eliminata agendo direttamente sulla struttura (è il caso dell’umidità di risalita che solitamente prevede un intervento più invasivo).